L’Europa deve superare la “stanchezza” nei confronti delle sanzioni e aumentare la pressione economica su Mosca, ha avvertito Valdis Dombrovskis, dopo che un’iniziativa fortemente controversa guidata dalla Francia ha portato alla rimozione di due oligarchi russi dalla lista delle sanzioni dell’Unione europea.
Gli Stati membri devono “restare concentrati, non allentare la pressione e non lasciarsi distrarre proprio adesso, perché è esattamente ciò che la Russia aspetta”, ha dichiarato il commissario europeo per l’Economia in un’intervista rilasciata martedì (22 settembre) a Euractiv.
“È comprensibile che dopo quasi cinque anni di guerra ci sia una certa stanchezza”, ha aggiunto l’esperto politico lettone. “Fin dall’inizio, tuttavia, ci siamo impegnati a sostenere l’Ucraina per tutto il tempo necessario e a continuare a esercitare pressione sulla Russia per tutto il tempo necessario. È importante non cambiare rotta”.
Le sue dichiarazioni arrivano mentre la Francia è riuscita a ottenere la rimozione dalla lista delle sanzioni individuali dell’Unione europea il nome dell’oligarca russo-uzbeko Alisher Usmanov, spingendo il Lussemburgo a promuovere a sua volta l’esclusione del miliardario russo-israeliano Mikhail Fridman. Entrambi gli uomini figuravano nella lista delle sanzioni dal 2022 a causa dei loro legami con lo sforzo bellico di Vladimir Putin.
Dopo la rimozione delle sanzioni europee a Usmanov, l’Azerbaigian grazia un cittadino francese
Lunedì sera (21 settembre), la Lettonia aveva bloccato le proposte di rimozione, ma il giorno dopo ha ritirato il proprio veto sotto la pressione di Parigi. Le sanzioni dell’Unione richiedono infatti il sostegno unanime di tutti i 27 Stati membri.
Tali eventi turbolenti hanno ricordato un episodio avvenuto a luglio, quando l’ultimo pacchetto di sanzioni dell’Unione – il 21º dall’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia – era stato bloccato per settimane dalla Grecia, che chiedeva un’esenzione dal divieto di trasporto del gas naturale liquefatto (GNL) russo.
Alla domanda se il sistema delle sanzioni dell’Unione dovrebbe essere modificato per non richiedere più l’unanimità, come già proposto dalla Germania e dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Dombrovskis ha risposto che una simile modifica non è “realisticamente attuabile nell’immediato”.
Sarebbe infatti necessario modificare i Trattati europei e, per farlo, l’Unione europea stessa richiede l’approvazione unanime di tutti i 27 governi nazionali. Dombrovskis ha invece lasciato intendere che l’Europa debba trovare la volontà politica per continuare a sostenere l’Ucraina e aumentare la pressione economica sul Cremlino.
“Sono emerse iniziative di pace di ogni tipo”, ha dichiarato Dombrovskis, riferendosi ai tentativi, senza successo, guidati dagli Stati Uniti di porre fine alla guerra. “Abbiamo visto che la Russia non è interessata a nessuna di queste iniziative. È interessata soltanto a continuare la propria aggressione”.
“In una situazione del genere… l’unico modo è esercitare una maggiore pressione sulla Russia”, ha aggiunto. “È chiaro che Putin e la Russia non si fermeranno da soli. Devono essere fermati”.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su euBrief disponibile qui.

